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Ospedale di Acqui: serve un accordo, non consensi

Di seguito il mio comunicato stampa in merito alla situazione dell’ospedale di Acqui Terme.

Ottria: sull’Ospedale di Acqui un rovente dibattito in aula che mostra le reali intenzioni di chi lavora per un accordo e chi cerca solo consensi sulla pelle dei cittadini.

Nonostante un discutibilissimo e strumentale comportamento dell’opposizione, volto a raccogliere like su Facebook ma non a risolvere i veri problemi dei cittadini – afferma Ottria – , abbiamo aperto un varco che potrebbe portare ad importanti novità relativamente alle richieste dei territori dell’alessandrino interessati più criticamente dal riordino dell rete ospedaliera.

Ci dobbiamo mettere d’accordo sul reale motivo per cui siamo pagati dai cittadini per sedere in Consiglio regionale: oggi, e grazie al lavoro mio, del consigliere Ravetti e del capogruppo Gariglio, abbiamo ottenuto che l’Assessore alla Sanità Saitta non solo confermasse la sua disponibilità all’incontro ma che, dopo una riunione tecnica con i direttori di ASO e ASL AL, procederà punto su punto ad una verifica delle istanze degli enti locali, almeno quelle ritenibili legittime.

Infatti, prosegue Ottria, pur condividendo il lavoro (che ho seguito da molto vicino) fatto dai Sindaci, specie riguardo al nodo che riguarda la cardiologia, rimane il fatto che il documento prodotto nell’autunno scorso sia in parte inaccettabile perché pone condizioni che ci farebbero tornare indietro di due anni, vanificando i sacrifici prodotti dai cittadini dal 2013 ad oggi. A questo proposito Saitta ha dichiarato che la Regione Piemonte uscirà ufficialmente dal piano di rientro tra marzo ed aprile, ma già oggi Roma non ha previsto alcun commissariamento per quest’anno. Il M5S ha dato prova in aula ancora una volta di una difficoltà a rapportarsi con la realtà; d’altronde in questi ultimi tempi il loro passaggio da una mera opposizione ad un vero e proprio lavoro di governo ne sta facendo emergere i limiti.

L’unico risultato oggi prodotto, al netto della confusione generata in aula e nei Social, lo si deve al partito democratico che, seppur nelle difficoltà di un bilancio regionale in rosso sta cercando di garantire l’equilibrio tra le legittime aspirazioni dei cittadini e i vincoli della legge.

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