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ACNA di Cengio: il rimborso ai cittadini

Quest’oggi in Regione ho riportato sotto i riflettori la questione dei risarcimenti alla Valle Bormida e della definizione economica del danno ambientale che l’ACNA di Cengio ha causato: siamo a quasi trent’anni dalla chiusura del sito industriale e ancora quel territorio è sotto bonifica; tali interventi, su cui vi sarebbero oltretutto, alcuni rilievi da fare, sono deputati ad alleviare i danni che 100 e più anni di inquinamento continuativo hanno causato in Valle Bormida. Quella popolazione deve essere giustamente rimborsata e ciò deve accadere al più presto: a che punto è l’iter per giungere ad una soluzione transattiva della causa pendente davanti al Tribunale civile di Genova nei confronti della Syndial Spa?

Uno dei primissimi incontri a cui partecipai appena eletto fu quello del 19 luglio 2014 in cui la Regione presentò il piano predisposto a supporto tecnico della richiesta di risarcimento: tale documento recepiva alcuni progetti presentati dai Comuni interessati e indicava come il risarcimento non dovesse essere solo una simbolica somma di denaro ma un significativo contributo per la realizzazione di opere concrete che potessero costituire un ristoro per le comunità colpite dal danno ambientale, attraverso nuovi investimenti in grado di risollevare un territorio impoverito economicamente e con un forte spopolamento demografico.

 

Non è una bellissima notizia: il mio impegno sarà quello di seguire da vicino la vicenda per intervenire anche con degli atti che impegnino la Giunta regionale. Vorrei chiarire un concetto a me molto caro: chi ha inquinato, specie per la durata e con le proporzioni con cui l’ha fatto l’ACNA, non se la può cavare senza neppure il giusto risarcimento.

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