Staff

bando piemonte cantieri di lavoro

Bando – Cantieri di Lavoro

È stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte il nuovo bando “Cantieri di lavoro per disoccupati in condizione di particolare disagio sociale”.

La Regione ha stanziato 1.065.000 Euro con lo scopo di rafforzare l’occupabilità, in prospettiva del re-inserimento lavorativo e sociale, di persone senza occupazione che versino in condizioni di disagio sociale.

Destinatari della Misura sono infatti soggetti disoccupati:

– con età superiore o uguale a 45 anni;
– con basso livello di istruzione e con condizioni sociali o familiari di particolare difficoltà/gravità;
– provenienti dal cantiere precedente terminato nel corso dell’anno 2017/2018.

Possono presentare domanda, entro e non oltre le ore 12 del giorno 17 dicembre 2018, i Comuni, le Unioni di Comuni e altre forme associative aventi sede nel territorio della Regione Piemonte, secondo le modalità previste dalla procedura informatizzata disponibile all’indirizzo:

http://www.sistemapiemonte.it/cms/privati/lavoro – Servizio “Presentazione Domanda”.

Qui il testo integrale del bando con tutte le caratteristiche ed i requisiti per poter beneficiare del contributo.

illuminazione pubblica

Bando riduzione dei consumi energetici – Illuminazione pubblica

Questa mattina sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte è stato pubblicato un importante bando a favore dei Comuni piemontesi.

La Giunta regionale ha infatti stanziato 10.000.000 Euro che permetteranno ai Comuni non capoluogo di provincia ed alle Unioni di Comuni di mettere in atto interventi di efficientamento energetico delle reti di illuminazione pubblica, così da permettere una significativa riduzione dei consumi e degli stessi costi energetici a carico degli Enti locali.

Il Bando prevede l’agevolazione per interventi di riqualificazione di impianti di illuminazione pubblica
esistenti attraverso due linee di intervento:

Linea A – Interventi di riqualificazione energetica
Linea B – Servizi tecnologici integrati

Le domande possono essere inviate dai soggetti interessati dalle ore 9 del 29 novembre 2018 alle ore 12 del 29 maggio 2019.
L’invio deve avvenire con modalità telematica, compilando il modulo contenuto nel link qui sotto:

http://www.sistemapiemonte.it/cms/privati/attivita-economico-produttive/servizi/861-bandi2014-2020-finanziamenti-domande

Per il testo integrale del bando e maggiori informazioni, clicca qui.

158 milioni

Ottria (LeU): “Dalla Regione 158 milioni di Euro per tutto il Piemonte: 22 milioni per la Provincia di Alessandria”.

WALTER OTTRIA (LIBERI E UGUALI): È UNA MANOVRA MOLTO IMPORTANTE PER IL DISSESTO E LA MESSA IN SICUREZZA DEL TERRITORIO; PER LA VIABILITÀ, L’AMBIENTE, LA SCUOLA E LA CULTURA. È UN INVESTIMENTO CHE NON HA PARAGONI NEL RECENTE PASSATO.

Il via libera della I commissione (bilancio) del Consiglio regionale del Piemonte è arrivato puntuale: “era un parere assolutamente necessario e di fondamentale importanza perché quest’oggi abbiamo varato un Piano degli investimenti 158 milioni di Euro”, è il primo commento di Walter Ottria, consigliere regionale di Liberi e Uguali: “ora i Comuni avranno almeno due anni di tempo per portare a termine gli interventi”.

I fondi – 83 milioni di Euro – sono stanziati attraverso mutui regionali seguendo quattro linee programmatiche cosi suddivise: ripristino ambientale (3 milioni di Euro), interventi sulla edilizia scolastica (4 milioni di Euro), interventi per cultura e turismo (12 milioni) e messa in sicurezza del territorio. Per quest’ultimo filone saranno investiti 64 milioni di Euro per interventi di alta priorità sul dissesto idrogeologico e la viabilità e all’interno di questo capitolo vi sono sono comprese anche 2,8 milioni di Euro per le piste ciclabili e 13,5 milioni per esaurire la graduatoria ex legge 18 su progetti dei comuni.

Inoltre, altri 75 milioni di Euro sono destinati ai Comuni piemontesi per quanto riguarda la messa in sicurezza delle strutture viarie e delle zone soggette a dissesto idrogeologico.

La Regione investe 158 milioni di Euro, fondi assolutamente necessari per dare ossigeno ai Comuni che possono in questo modo far partire i tanti interventi che da tempo mi segnalano e segnalano alla Regione” – commenta il consigliere regionale Walter Ottria. Si tratta di un investimento importante anche per la Provincia di Alessandria che vedrà entrare nelle casse dei propri Comuni circa 22 milioni di Euro; a cui si aggiungono – prosegue Ottria – i 25 milioni già previsti lo scorso anno per la Cittadella”.

C’è poi il capitolo bonifiche: “ad oggi – sostiene il Vice Presidente della Regione, Aldo Reschigna – c’è una sproporzione tra gli stanziamenti per i siti di interesse nazionale (che spesso non riescono tempestivamente a usufruire delle risorse) e quelli di interesse regionale che però sono numericamente più elevati e caratterizzano tutto il Piemonte e la Provincia di Alessandria come segnalato più volte in questi anni dal Consigliere Ottria”.

Per questi motivi – conclude proprio Ottria – nei prossimi mesi verranno stanziati nuovi fondi FSC proprio per questi siti, ad esempio la Pedaggera, che da anni attendono il finanziamento”.

bando impiantistica sportiva

Bando – Impiantistica sportiva 2018

Nuovo Piano annuale per l’impiantistica sportiva per l’anno 2018 finalizzato al sostegno degli interventi per il potenziamento e la qualificazione degli impianti e delle attrezzature sportive sul territorio regionale.

Nel mese di agosto la Regione Piemonte ha pubblicato l’invito a presentare nuovi progetti d’impiantistica sportiva finalizzati:

– all’abbattimento delle barriere architettoniche di impianti esistenti;
– all’adeguamento degli stessi alle norme di sicurezza ed igienico-sanitarie;
– alla realizzazione di interventi di manutenzione straordinaria, su quelli di proprietà di enti pubblici;
– alla messa in atto di lavori di completamento per la loro messa in funzione.

I soggetti interessati da tale bando sono:

Enti ed organismi pubblici (Province, Comuni fino a 10.000 abitanti e loro consorzi, Unioni di Comuni);
Organizzazioni sportive e altri enti con o senza personalità giuridica (Federazioni sportive, enti di promozione sportiva, associazioni e società sportive).

Le domande, inviate e firmate digitalmente, dovranno essere presentate entro le ore 24.00 del giorno 08 ottobre 2018, rispettando le modalità di utilizzo della piattaforma FINanziamento DOMande (FINDOM) per la quale sono state approvate le “Regole di compilazione” reperibili sul sito Internet:

http://www.regione.piemonte.it/sport/cms/impiantistica-sportiva/bandi-e-contributi.html

Per maggiori informazioni e per il testo integrale del bando clicca qui.

medici precari 118

BATZELLA (MLI) E OTTRIA (LEU): CONSIGLIO APPROVA MOZIONE STABILIZZAZIONE MEDICI PRECARI 118: UN GRANDE PASSO IN AVANTI DOPO TANTE BATTAGLIE

“Questa è una grande vittoria per tutti i medici precari del 118 piemontese. Finalmente, dopo anni di attesa, possono sperare di vedere riconosciuto il loro lavoro e aspirare a un contratto a tempo indeterminato”. Lo afferma Stefania Batzella, consigliera regionale di Movimento Libero Indipendente, prima firmataria della mozione sulla stabilizzazione dei medici precari convenzionati del servizio emergenza sanitaria territoriale 118 Piemonte che è stata discussa oggi in Aula e approvata all’unanimità. Il testo, sottoscritto da numerosi consiglieri di maggioranza e opposizione, era stato presentato il 22 marzo scorso, ma fino a oggi non era ancora stato discusso. “E’ una battaglia – aggiunge Batzella – che condivido e porto avanti da tempo. Riconosco l’eccellenza del servizio territoriale di emergenza urgenza, il sacrificio e la professionalità dei medici che ogni giorno si dedicano ai cittadini con passione e impegno”.

“È una vicenda che seguo da molto tempo – commenta il consigliere regionale di Liberi e Uguali Walter Ottria, firmatario della mozione – ho avuto numerosi incontri con i medici interessati da questa vicenda e con l’Assessorato. Quello del medico in servizio nelle ambulanze è un mestiere estremamente delicato, di alta professionalizzazione e che ha un impatto decisivo sulla salute dei cittadini piemontesi: per questi motivi mi sono battuto affinché i medici precari potessero essere messi nella migliore condizione lavorativa possibile, salvaguardando la certezza e la continuità nel tempo dei loro contratti”.
Con la mozione si chiede la regolarizzazione dei lavoratori precari attraverso due strade: o con un provvedimento, come quello della Toscana, che ha recepito l’accordo tra Regione e organizzazioni sindacali, o con la possibilità di poter frequentare in sovrannumero il corso di Medicina Generale, così da ottenere il titolo per aspirare all’incarico a tempo indeterminato.

In Aula, l’assessore alla Sanità, Antonio Saitta, ha spiegato che entrambe le strade sono complesse dal punto di vista giuridico e amministrativo, ma che è intenzione della Regione trovare una soluzione, cominciando da un accordo con i sindacati di categoria e trovando poi il percorso normativo più idoneo per raggiungere l’obiettivo. Saitta ha aggiunto che l’approvazione di una legge regionale, come quella della Regione Toscana, sarebbe lo strumento più legittimo.

Attualmente sono un’ottantina i medici precari, alcuni dei quali lavorano in queste condizioni da quasi 10 anni, con contratti che vengono rinnovati di anno in anno. “Il servizio del 118 soffre della cronica mancanza di personale dedicato – dicono Batzella e Ottria – ed è quindi fondamentale che la Regione provveda alla loro stabilizzazione”.

Accorpamento ASL AL – ASO. Le mie riflessioni.

Lunedì 19 marzo in Commissione regionale sanità era prevista la prima discussione riguardante la delibera approvata dalla Giunta nel gennaio scorso inerente l’accorpamento tra ASL AL e ASO. La lunga Commissione ha però rinviato la discussione sul tema, stabilendo solamente la data ultima di presentazione on line dei pareri dei soggetti interessati. Per un atto che deve essere largamente discusso, non si può dire che sia un ottimo debutto. Credo sia pertanto utile pubblicizzare le mie riflessioni sul tema, idee che avrei condiviso con i miei colleghi e che farò alla prima occasione.

L’accorpamento è un atto che deve senza dubbio essere discusso in Consiglio regionale, partendo da alcuni presupposti che dal primo giorno ho fissato come insindacabili: dobbiamo partire dalla considerazione che l’accorpamento non è di per sé in generale la soluzione ideale per il funzionamento della sanità nelle province. È un provvedimento organizzativo che ho condiviso nella mozione propositiva come strumento che dovrebbe sopperire alla perdurante mancanza di integrazione tra le due aziende sanitarie.

La Provincia di Alessandria è un territorio variegato e federato; è una ciambella il cui centro è l’ASO a cui gravitano intorno sei satelliti (l’ASL), con un bassissimo grado di collaborazione e coesione.

Fatta questa doverosa premessa, preciso che il fine ultimo del nostro lavoro è quello di giungere ad un’unificazione virtuosa, prendendosi il tempo necessario all’ascolto e alla discussione; non voglio neppure considerare l’ipotesi che si voglia procedere a continui rinvii per arrivare a fine anno, con l’acqua alla gola, e approvare un brutto accorpamento attraverso un colpo di mano…

A questo proposito, ritengo che si debba partire da un commissario unico per le due aziende, individuando per questa figura un mandato che tenga conto di uno specifico obiettivo: garantire che nei prossimi anni, in particolare nella fase di transizione verso la reale unificazione delle aziende, i servizi offerti ai cittadini non siano ridotti o resi meno accessibili (in particolare per i gruppi più vulnerabili) e la qualità dell’assistenza non peggiori per nessuno dei cittadini del territorio.

Inoltre, un’eventuale accorpamento dovrà porsi obiettivi assolutamente imprescindibili:

a. dovrà favorire l’accesso ai servizi sanitari in tutto il territorio provinciale, semplificando le procedure di prenotazione e di ritiro degli esiti, anche attraverso interventi sui sistemi informativi;

b. dovrà garantire il rispetto dei tempi massimi previsti dalla normativa sulle liste di attesa, favorendo la trasparenza delle agende di tutte le strutture pubbliche e private accreditate, con un monitoraggio continuo dei tempi e la verifica delle attese, intervenendo con forza in caso di grandi differenze tra l’attività istituzionale e quella in intramoenia;

c. dovrà predisporre un percorso di progressiva integrazione delle procedure amministrative e contabili, che prenda avvio già prima della formale unificazione delle aziende: da oggi dunque;

d. la verifica dei percorsi assistenziali offerti ai cittadini dovrà essere costante, in particolare per quanto riguarda le malattie croniche e i bisogni più significativi della popolazione. A tal proposito, si dovranno predisporre percorsi per la progressiva riqualificazione dell’offerta in questi ambiti;

e. sul piano operativo, sarà necessario coinvolgere gli enti locali nelle analisi delle difficoltà della popolazione in merito proprio all’accesso ai servizi sul territorio e a specifici problemi di salute;

f. una continua condivisione delle scelte da adottare con i professionisti e le loro organizzazioni sindacali, anche per aumentare l’efficacia degli interventi posti in essere.

Come si vede, per arrivare ad una integrazione virtuosa, utile e vantaggiosa per i cittadini la strada è lunga e tortuosa. La Giunta, nella sua delibera, non accenna ad alcuno dei paletti che ho illustrato, ma questi, per quanto mi riguarda sono il nocciolo della questione, il confine tra la praticabilità e il fallimento del progetto. È pertanto importante aprire il dibattito a tutti i soggetti interessati; il coinvolgimento deve essere reale e ininterrotto.

 

Walter Ottria
Capogruppo Art.1 – Mdp in Regione Piemonte

patrocini onerosi

Patrocini Onerosi – Bando 2018

Il Consiglio Regionale del Piemonte ha pubblicato il nuovo bando 2018 relativo all’assegnazione di patrocini onerosi a sostegno di progetti ed iniziative promossi da Enti pubblici e da Enti privati con lo scopo di favorire la  promozione e la valorizzazione del territorio piemontese in ambito culturale, artistico, sportivo, sociale, turistico e promozionale.

L’importo complessivo stanziato è pari a 100.000 Euro per gli Enti e 290.000 Euro per le Associazioni.

Le istanze possono essere presentate tramite posta raccomandata o PEC da tutti gli Enti pubblici e privati che siano in possesso dei requisiti previsti all’interno  del bando stesso, mediante compilazione dell’apposito modulo, e dovranno riguardare le iniziative che si svolgeranno nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2018 e il 31 gennaio 2019.

Termine ultimo per la presentazione delle stesse:

– per le attività che si svolgono dal 1° gennaio 2018 fino al 30 giugno 2018, entro e non oltre le ore 24 del 23 marzo 2018;
– per le attività che si svolgono dal 1° luglio 2018 al 31 gennaio 2019, entro e non oltre le ore 24 del 30 giugno 2018;

Il patrocinio oneroso non può essere concesso alle iniziative la cui previsione di spesa complessiva sia inferiore ad Euro 1.000 o superiore ad Euro 50.000.

Clicca qui per maggiori informazioni.

politiche attive del lavoro

Politiche attive del lavoro: il mio intervento in Aula

Ringrazio l’Assessora Pentenero per l’ampia esposizione dei dati relativi alle politiche attive del lavoro in Piemonte, ambito che è da inquadrare però in una cornice più ampia, di livello nazionale ed europeo.

A mio parere il segnale più semplice da percepire riguardo l’enorme cambiamento che ha interessato il mondo del lavoro, non solo rispetto agli anni ‘80 e ‘90 ma pure ai primi anni 2000, quelli pre-crisi, si può cogliere aprendo internet e più specificamente un qualunque motore di ricerca. Se digitiamo lì dentro “politiche attive del lavoro”, i primi risultati sono tutti relativi ad agenzie private che hanno come scopo, per dirla con le loro parole, la “creazione di soluzioni integrate per l’incontro tra domanda e offerta di lavoro”. Ammetto che l’esito della ricerca è stato inaspettato.

Il ruolo dello Stato, se stiamo a vedere Google, è molto marginale in quello che un tempo, e pure per la nostra Costituzione, dovrebbe essere elemento fondamentale delle proprie politiche.

Al netto della propaganda che da molti schieramenti si scatena quando si parla di occupazione, una fotografia esaustiva nonché allarmante, viene sintetizzata nelle pagine de La Stampa di ieri.

Se da un lato infatti la lenta ripresa economica che sta interessando l’Europa ha raggiunto pure l’Italia – seppur in misura minore del resto del continente – questa ripresa ha interessato in maniera diversa le generazioni: mentre tra gli ultra 50enni si sono recuperati 850.000 posti di lavoro, tra i giovani sono solo 50.000 i nuovi lavoratori.

In questo senso, oltre all’aumento esponenziale delle diseguaglianze tra generazioni – con quelle più vecchie costrette a sostenere anche economicamente quelle più giovani – occorre registrare come le politiche pubbliche attive per il lavoro siano state più efficaci con i soggetti nella fascia 1, quelle che necessitano di una bassa intensità di aiuto, mentre lo sono state molto meno con gli individui (coloro si affaccia per la prima volta nel mondo del lavoro) che la normativa identifica come persone che necessitano di servizi intensivi per un periodo medio/lungo e di forte sostegno individuale per la collocazione e ricollocazione nel mercato del lavoro.

Ma d’altronde, citando altri dati, sulle politiche attive del lavoro in Italia si è speso poco: molto meno del resto dell’Europa, o almeno dei principali Stati nostri competitor, anche industriali, privilegiando molto di più misure classiche di approccio alla lotta disoccupazione quali quelle legate all’assistenza e ai sussidi, piuttosto che quelle finalizzate a potenziare i servizi pubblici per l’impiego.

Proporzionando la spesa ai vari Paesi UE, l’Italia ha speso in queste politiche 750 milioni di Euro contro i 5,5 miliardi della Francia e gli 11 della Germania; se pure l’Italia avesse speso quanto la media EU, avrebbe dovuto stanziare 3,5 miliardi di Euro.

Inoltre, la spesa per le politiche attive in Italia ha caratteristiche molto diverse riguardo la distribuzione delle risorse messe a disposizione dal Governo: il 55% della spesa va in incentivi all’assunzione: poco è importato al legislatore la qualità e la durata della stessa. In questo senso – come testimoniano gli ultimi dati – c’è da registrare la scarsa efficacia delle politiche del Jobs Act: secondo l’Osservatorio statistico dei Consulenti del Lavoro la disoccupazione di lunga durata (ovvero di chi resta senza lavoro per oltre 12 mesi), ancora nel secondo trimestre del 2017 riguardava il 57% dei disoccupati italiani: dietro l’Italia ci sono solo Grecia, Bulgaria e Slovacchia.

C’è poi da tenere in considerazione la preoccupante tendenza che si evince dai dati sul lavoro: finiti gli incentivi, le occupazioni stabili sono rimaste ferme e il contratto “a tutele crescenti” che doveva diventare la via maestra per accedere alla professione è stato nuovamente scalzato dalle forme a tempo determinato.

Diverse – e in fin dei conti maggiormente premianti – sono state le strade intraprese da altri stati europei e in particolare da Francia e Germania: qui gli incentivi all’assunzione sono state nell’ordine del 6 e dell’8% della spesa per il lavoro; in Germania oltre i tre quarti della spesa è investita in formazione, mentre la Francia ha diversificato gli investimenti: il 29% in creazione diretta di posti di lavoro socialmente utili, il 12% per il supporto delle fasce deboli, quasi la metà della spesa invece va in formazione. Per i sostegni (ovvero le politiche passive erogate ai disoccupati) sono stati messi sul piatto 21,3 miliardi.

Questi i dati. Che fare, dunque? Intraprendere nuove vie, garantire a tutti dignità di vita e investire in formazione e in creazione di posti di lavoro attraverso investimenti pubblici: è questa la strada. Non vorrei abusare di refrain che uso spesso, voglio però sintetizzare tre ambiti in cui lo Stato – ma pure la Regione – possono fare la loro parte (attiva):

  1. La messa in sicurezza del territorio, un piano di opere pubbliche puntuali in tutta Italia.
  2. Investimenti nel patrimonio culturale e nella ricerca e nello sviluppo; incentivi per start-up.
  3. Un piano di svecchiamento della pubblica amministrazione anche legata all’utilizzo di nuove tecnologie volte ad una massiccia sburocratizzazione.

Tre ambiti specifici che potrebbero raggiungere due risultati contemporaneamente: aumentare la platea di lavoratori e diminuire le spese che in questi settori crescono a dismisura, spesso a causa di una mancata pianificazione di medio e lungo periodo. Vince sempre la rincorsa dell’emergenza.

I posti di lavoro non si creano attraverso il mero cambiamento delle regole contrattuali e non solo attraverso l’azione di accompagnamento e l’orientamento al mercato del lavoro svolta dai Centri per l’impiego.

Credo però che l’Amministrazione regionale debba essere impiegata fortemente ed in prima persona nella gestione di questo importante strumento, occupandosene direttamente, anche attraverso la presa in carico delle strutture e dei lavoratori, così come prevede pure un emendamento del Governo alla Legge Finanziaria.

Sarebbe un segnale concreto e sostanziale di attenzione verso la maggiore fonte di preoccupazione dei cittadini piemontesi.

Fonte dei dati:
La Repubblica, 04.11.2017
La Stampa, 19.12.2017

bando psr

Bando PSR – Regione Piemonte

Nuovo bando PSR: una buona novità per gli imprenditori agricoli piemontesi pubblicata sull’ultimo Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte.

La Regione ha stanziato 3 milioni di Euro a sostegno e promozione di investimenti nelle aziende agricole, al fine di migliorarne le prestazioni economiche e ambientali.

Il nuovo bando si riferisce all’Operazione 4.1.3 riguardante la “Riduzione delle emissioni di gas serra e ammoniaca in atmosfera” ed è volta a migliorare la sostenibilità ambientale delle attività agricole e di allevamento.

I soggetti destinatari di questo bando sono:
– tutti gli imprenditori agricoli professionali, sia persone fisiche che giuridiche, in forma singola o associata;
– tutti i giovani agricoltori professionali, singoli o associati, che si insediano la prima volta in un’azienda agricola in qualità di capi dell’azienda;
– tutti i giovani agricoltori, singoli o associati, che si sono già insediati durante i cinque anni precedenti alla domanda di sostegno.

La domanda di sostegno può essere presentata entro e non oltre il 31 gennaio 2018, esclusivamente in modalità telematica, attraverso il servizio “PSR 2014-2020” pubblicato sul portale www.sistemapiemonte.it nella sezione Agricoltura.

Clicca qui per maggiori informazioni.