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Chiude Autozug: nuove politiche turistiche

Ad annunciare la decisione intrapresa da Deutsche Bahn di chiudere il servizio di trasporto “auto su treno” tra il mese di luglio e agosto sono state due testate giornalistiche tedesche.

In realtà la chiusura del servizio che aveva una delle sue tappe proprio nel nostro capoluogo non è così immediata: verrà resa definitiva, infatti, dal 2017. Al compimento quindi del decimo anno del servizio ad Alessandria: nato nel 2007, da allora aveva indirizzato nel nostro territorio migliaia di turisti del Nord Europa.

La chiusura di Autozug è un problema di tutto il Piemonte: la Regione deve supportare il turismo del nostro territorio riconosciuto dall’Unesco. Ho presentato in Consiglio regionale un’interrogazione in merito al previsto abbandono da parte dei tedeschi di Deutsche Bahn del progetto Autozug, in particolare per quanto riguarda il terminal di Alessandria. Quello che sembra essere un problema circoscritto al Basso Piemonte è, secondo me, tutt’altro. L’isolamento dell’alessandrino è un problema decisamente più ampio, ce lo dicono le motivazioni che hanno spinto i vertici di DB a sospendere il servizio. Se è vero che la richiesta della clientela di quel tipo di servizio è fortemente diminuita, tanto da non giustificare gli investimenti in nuove carrozze, significa che i turisti non sono interessati ad entrare in Piemonte, almeno non dalla nostra porta: probabilmente perché non trovano abbastanza attraente ciò che possiamo offrirgli.

In questo momento in cui anche i Comuni del Monferrato stanno cercando di organizzare iniziative e progetti che possano rilanciare il proprio turismo, grazie anche e soprattutto al traino che il recente riconoscimento Unesco gli può dare, non possiamo abbandonarli. Deve essere chiaro che in quelle zone il turismo può essere il volano per un’industria che può giocare un ruolo molto forte anche per quanto riguarda l’occupazione e l’imprenditoria.

Questo è un grande riconoscimento che premia il nostro territorio e tutto il Piemonte, ma è necessario rispondere prontamente e senza indugi con nuove politiche turistiche. Ad esempio è necessario potenziare almeno l’offerta per Autoslaap, (l’analogo servizio della società ferroviaria olandese) migliorando la ricettività del nostro territorio, ed è fondamentale chiarire quali spazi di manovra siano possibili nell’ambito della mobilità turistica europea e metterla in correlazione con un’offerta turistico-ricettiva all’altezza. Poter accogliere degnamente i turisti che decidono di viaggiare con auto, moto e soprattutto bici al seguito deve rappresentare una priorità per noi, è il nostro target di riferimento e il territorio alessandrino rappresenta un’eccellenza ineguagliabile a livello mondiale.

Non possiamo chiedere ai territori enormi sforzi di progettazione se non siamo in grado di fornire loro strumenti ed una struttura adeguata che sia in grado di connetterli con l’Europa. È la Regione Piemonte che deve dare risposte più concrete: da esponenti di un territorio che si sente un po’ ai confini dell’Impero, chiediamo se si intendano avviare politiche di valorizzazione del ruolo di Alessandria come terminale e porta d’ingresso dei flussi turistici verso il Basso Piemonte ed il Monferrato e se tali eventuali politiche turistiche possano essere correlate al rilancio del mio territorio, quello dell’acquese e delle Terme che sono all’onore delle cronache in questo periodo.

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