Riciclo e riuso, come migliorare la gestione di rifiuti?

Riciclo e riuso, come migliorare la gestione di rifiuti?

Giovedì scorso, 5 novembre, ho presentato un Ordine del Giorno – il 527 – che interessa la gestione del ciclo dei rifiuti; il mio vuole essere soprattutto un atto di indirizzo legato al “Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani e dei fanghi di depurazione” di prossima discussione in aula, che serva a rendere un po’ più ambizioso.

La transizione verso un’economia circolare nella gestione dei rifiuti e il rafforzamento delle politiche del riciclo e del riuso sono ormai un tema di fondamentale importanza ed attualità. Secondo gli ultimi dati, nel 2014, il Piemonte ha prodotto 2 milioni di tonnellate di rifiuti urbani ed il suo trend di raccolta differenziata si attesta sul 54.3%, senza differenze rilevanti rispetto a quella del 2013.
La normativa italiana disciplina il trattamento dei rifiuti secondo un’impostazione ancora troppo legata all’economia lineare (produzione-consumo-smaltimento), secondo la quale ogni prodotto è inesorabilmente destinato ad arrivare a “fine vita”. L’Unione Europea, però, ha imposto già da alcuni anni una nuova gerarchia di gestione dei rifiuti, quella cosiddetta dell’economia circolare: essa prevede la prevenzione nella produzione dei rifiuti a monte, la preparazione degli stessi per un loro riutilizzo, il riciclo degli scarti al fine di ottenere nuovi prodotti e solo in ultima istanza il loro smaltimento.

Attualmente è in fase di discussione in Commissione ambiente la Proposta di deliberazione consiliare n. 100 riguardante il nuovo “Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani e dei fanghi di depurazione”, inoltre la Regione ha approvato da poco la Legge regionale 23 giugno 2015, n. 12 in merito alla “Promozione di interventi di recupero e valorizzazione dei beni invenduti”. In questo contesto, si rende necessario sostenere ed incrementare le politiche regionali in materia di economia circolare e riuso.

Dato per assodato che la costruzione di inceneritori o termo-valorizzatori per lo smaltimento dei rifiuti non sia più un opzione tollerabile (infatti il Piano non ne prevede, si manterranno in essere quelli esistenti portandoli a fine ciclo produttivo), si auspica che, oltre gli obiettivi temporali fissati da Horizon 2020, il risultato a cui tendere sia il raggiungimento dello “zero waste”, ovvero l’impegno a ridurre al massimo la produzione di rifiuti e a prevederne il totale riutilizzo.

Ho ritenuto perciò necessario presentare l’odg di cui sopra con l’ambizione che esso sia realmente migliorativo del testo ora in Commissione V; infatti all’interno degli impegni alla Giunta, auspico che il raggiungimento degli obiettivi minimi al 2020 possano essere una riduzione della produzione pro capite dei rifiuti urbani fino a 420 kg, una raccolta differenziata che raggiunga almeno il 65 per cento sull’area territoriale ottimale e, in ultimo, ritengo importante prevedere una facilitazione dei progetti che contemplino il riuso dei beni a fine vita e la promozione dello sviluppo dell’impiantistica collegata allo stesso, in modo da consentire di raggiungere un riciclaggio di materia del 60%.

Facendo riferimento a realtà virtuose presenti nel nostro Piemonte (alcuni Consorzi hanno raggiunto già nel 2013 una percentuale di raccolta differenziata che arriva al 72%), ho ritenuto credibile porre l’attenzione oltre il 2020, correggendo al rialzo la percentuale di differenziata sul territorio piemontese fino a stimare l’obiettivo del 70%.

Altro importante punto del documento che ho presentato riguarda la promozione dello sviluppo dei centri di raccolta (CDR) e dei centri comunali per il riuso, cioè strutture in cui portare i beni di cui il possessore non intende più servirsi, ma ancora suscettibili di utilità, nelle condizioni in cui sono o tramite ripristino funzionale, attraverso pulizia, smontaggio, riparazione o altra manutenzione che li renda nuovamente utilizzabili.

Il documento, come ho detto, è attualmente in fase di analisi in V Commissione, dove i lavori sono però notevolmente rallentati dai copiosi emendamenti presentati dal M5S . Senza nulla togliere al lavoro dell’opposizione, insieme ad alcuni colleghi abbiamo stimato che il tempo che servirà ad analizzare tutte le proposte dei grillini sarà quantificabile in circa 40 sedute di Commissione (più o meno un anno di lavoro); questo ostruzionismo non sarà certamente utile a perfezionare un testo già di per sé notevolmente migliorato dalle prime discussioni tra consiglieri e Giunta e che, grazie all’atto che ho cercato qui di riassumere, sarebbe all’avanguardia a livello nazionale.

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