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Sanità: più dialogo con i Sindaci

L’incontro avvenuto lunedì 19 ottobre, presso l’Assessorato alla Sanità della Regione Piemonte tra l’Assessore Saitta e una delegazione di Sindaci dell’alessandrino, è stata l’occasione per un confronto a proposito degli atti aziendali licenziati dalla Giunta regionale nel settembre scorso; innanzi tutto appare evidente come questi siano un vero e proprio recepimento della delibera 1/600 del novembre 2014 (nata per uscire dal famigerato piano di rientro che blocca l’azione alla Giunta in materia sanitaria) e che pertanto non avevano nessuna possibilità di modifica. La buona notizia è che in questi giorni gli atti aziendali saranno inviati al Ministero dell’Economia e ci sono buone possibilità che grazie a ciò il Piemonte potrà finalmente uscire entro l’anno dal Piano di rientro, recuperando la sua piena autonomia gestionale.

Sul piatto rimangono le problematiche sollevate dalla rappresentanza dei Sindaci, situazioni che possono trovare risposte il più possibile soddisfacenti attraverso alcuni passaggi essenziali. Innanzi tutto deve riprendere il dialogo tra i Sindaci, l’Assessorato ed i Direttori sanitari con l’obiettivo di costruire una visione condivisa dei servizi territoriali che si dovranno integrare all’offerta ospedaliera, anche alla luce della nuova organizzazione distrettuale della nostra provincia (si passerà dai 7 distretti attuali a 4). In questo ambito sarà determinante il ruolo che i Sindaci svolgeranno soprattutto per quanto riguarda il rapporto che saranno in grado di avere con la dirigenza dell’Asl. Sarà questo un tassello fondamentale ed imprescindibile per cercare di fornire risposte adeguate ai bisogni di salute dei cittadini di ogni nostro territorio.

Bisognerà contemporaneamente favorire l’omogeneizzazione dei servizi ospedalieri dei presidi di Acqui e Tortona – caratterizzati da un territorio vasto e marginale – rispettivamente con le strutture di riferimento di Alessandria e Novi, in particolare per quei servizi più delicati; si pensi ad esempio a quelli legati alla cardiologia che dovranno essere supportate anche da una presenza ospedaliera.

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