senza acqua

Contro la siccità: sì alla falda, no alla discarica

IL CONSIGLIERE REGIONALE OTTRIA E IL SINDACO DI SEZZADIO CONTRO IL PROGETTO RICCOBONI.
La soluzione anti-siccità: nuova conduttura e vasche per l’irrigazione nelle ex cave.

SEZZADIO. Le ex cave devono diventare laghi irrigui e non essere trasformate in discariche. La proposta del sindaco di Sezzadio Pier Giorgio Buffa è in forte sintonia con la proposta del consigliere regionale Walter Ottria, ex sindaco di Rivalta Bormida, che da Torino ribadisce con forza: «Sì alla falda, no alla discarica». Il capogruppo Mdp sensibilizza sullo stato di salute della falda di Sezzadio e Predosa, come antidoto alla siccità che sta creando seri problemi questa estate in tutto l’Ovadese e il Novese e che è ormai strutturale. «Per non avere problemi di questo tipo, cioè carenza d’acqua, basterebbe attingere dalla falda di Sezzadio e portare l’acqua fino a Novi e Tortona, invece di farci sopra una discarica», afferma Ottria. Ribadisce che si tratta di «un’acqua purissima e di alta qualità». Si riferisce al progetto Riccoboni di una discarica proprio nell’area della falda. «Con l’intervento e il contributo della Regione l’acqua di Sezzadio potrebbe servire il Novese e il Tortonese, risolvendo il problema idrico e le conseguenze per i cittadini, che il razionamento di questi giorni sta provocando, ma anche il problema ambientale di Sezzadio» dice ancora Ottria che conclude: «Nelle prossime settimane solleciterò la Giunta regionale a valutare la possibilità di elaborare un piano organico per ottimizzare l’uso delle risorse idriche alessandrine». Nuovi collegamenti sono già stati promessi ai Comuni del Terzo Valico, l’iter del progetto di discarica Riccoboni è momentaneamente sospeso, ma non si fermano i Comitati di Base della Valle Bormida e i Comuni dell’acquese, dissetati dall’interconnessione di Predosa Sezzadio ha già proposto ai comuni dell’area di Novi di entrare nella convenzione indifesa della falda con la prospettiva di un nuovo “tubone”. A tutela della risorsa idrica primaria, Buffa ha detto no anche al deposito di materiale di scavo, in più ha suggerito di utilizzare i crateri lasciati in eredità dalla ex cave come vasche di laminazione del Bormida, per dar sfogo all’acqua durante le piene e irrigare campi e orti d’estate. Per sensibilizzare gli enti a prendere provvedimenti, il sindaco ha inviato due istanze: al presidente della Regione Sergio Chiamparino e alla Commissione europea per l’Ambiente: «I progetti industriali a Sezzadio disattendono il principio di precauzione stabilito dalle direttive Ue».

Daniela Terragni

IL SECOLO XIX, 27 luglio 2017

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Una diversa strada: di sinistra, radicale, giusta e inclusiva.

Il voto di questo fine settimana ci consegna un quadro politico devastante per tutto il campo del centro-sinistra. Non occorrono analisi approfondite per capire che i ballottaggi sono un’ulteriore tappa negativa di un percorso iniziato nel 2015, dopo l’illusorio 40% delle europee dell’anno precedente.

È altrettanto evidente che questa sequenza negativa abbia un preciso e principale responsabile in Renzi, sia per le politiche che ha perseguito sia per il modo con cui l’ha fatto. Per brevità e scarsa originalità, sintetizzo il concetto in “Renzi e il renzismo”.
Non c’è bisogno di scomodare giornalisti dalla lingua tagliente per evidenziare la sequenza di batoste elettorali prese dalla magnifica macchina da guerra renziana; né per confutare quell’incredibile leggenda, alimentata anche da molta stampa, secondo la quale, solo applicando politiche liberiste e abbandonando perciò i propri principi storici, le forze riformiste di questo paese potessero raggiungere brillanti risultati elettorali, intercettando consensi tra i mitologici moderati (anche) di destra.La dura realtà ci restituisce un quadro di facile interpretazione: un elettore di destra preferirà sempre quella autentica, nonostante gli sforzi di parte del centro-sinistra per accreditarsi verso di lui.

Ed è di fronte alla crisi di proposta politica del PD-R che alcuni hanno progettato nei mesi scorsi la creazione di luoghi alternativi in cui convogliare le loro energie e a cui dedicare il proprio tempo. E lo abbiamo fatto, lo ammetto, con ritardo. E consapevoli delle difficoltà che la costruzione di un progetto nuovo comporta; la sintesi di idee diverse è sempre complicata, ricomporre percorsi interrotti negli anni lo è anche di più.
Queste difficoltà, congiunte all’affezione per un partito – quello democratico – che abbiamo contribuito a costruire e a cui abbiamo voluto bene, hanno concorso a rallentare la nostra decisione; resa nei fatti non più rimandabile dopo il 4 dicembre.

Walter Ottria, capogruppo Art.1-Mdp in regione Piemonte

Alle recenti amministrative abbiamo dovuto presentarci ai nostri elettori quasi dappertutto attraverso un’alleanza con il Pd, costruendo in fretta liste di sinistra – talvolta anche qualitativamente molto buone – in appoggio a candidati democratici.

Ebbene, seppur con rare eccezioni, questa esperienza è andata molto male; credo che ci siamo ostacolati l’un con l’altro. La deriva renziana non ha giovato alla nostra crescita e abbiamo fallito l’obiettivo di proporre ricette alternative a quelle del Partito Di Renzi. Potevamo non presentarci agli elettori forse, o costruire candidature autonome. Ma non ce n’è stato il tempo e a me non piace ragionare con i se e con i ma. Rimane però sul tavolo la differenza di prospettive tra noi e l’attuale PD.

Al netto delle meravigliose persone che si sono candidate nelle nostre liste – compagne e compagni che ringrazio davvero tanto, consapevole che ciò non basti a colmare la loro delusione per la generosità e l’impegno che ci hanno messo nel cercare consensi in una così difficile situazione – il nostro errore è stato sottovalutare il grado di penetrazione tra i cittadini italiani dell’odio verso un’intera classe dirigente. L’esistenza di forti gruppi di potere interni, atteggiamenti superficiali e autoreferenzialità, vecchi riti che non parlano più a nessuno, mancanza di percorsi autenticamente condivisi e democratici, selezione verso il basso della classe dirigente, sono solo alcune delle percezioni che, uscite dai Palazzi e dalle nostre sedi sempre più vuote, arrivano senza mediazione alla singola persona a cui stiamo, serenamente, antipatici. Lo dico da molto tempo, lo ha sostenuto recentemente un Senatore della Repubblica, lo ribadisco: ci odiano in tanti!Se poi spostiamo lo sguardo verso le tematiche su cui un partito e la sua classe dirigente dovrebbero essere valutati, le cose non migliorano di certo. Il centro sinistra a trazione Pd ha fallito riforme importanti sui temi più cari ai cittadini: il lavoro, la giustizia sociale, la sanità e l’ambiente. Su tutti questi temi, sia a livello nazionale che locale, chi si è permesso, e chi si permette ancora, di proporre alternative al pensiero unico renziano viene bollato, nella migliore delle ipotesi, quale “amico dei 5 stelle”.

L’obiettivo che mi ha spinto ad esplicitare il mio pensiero è da un lato la critica per quello che è stato, dall’altro un monito per quel che sarà. Chi ha scelto di allontanarsi dal PDR lo ha fatto a causa dell’insofferenza verso gli atteggiamenti e per la netta contrarietà verso le politiche nazionali e locali di quel partito; per questi motivi è complicato pensare di poter ancora condividere uno schema di alleanze o collaborazioni con quel soggetto politico che si ostina a riproporre ai cittadini politiche da terza via. Ritengo che quel tempo sia passato.

Ma fuori, la sfida è più difficile e ciò che dobbiamo perseguire è la costruzione di un luogo accogliente e non di fredda sommatoria dei soggetti esistenti. Una scelta, quest’ultima, che non ha alcuna possibilità di vittoria e che, poggiando su soggetti con orizzonti simili ma che tendono a caratterizzarsi nelle sfumature, complessa ed energivora.

Abbiamo bisogno invece di qualcosa di più profondo, che sappia penetrare nei settori della società in cui siamo minoranza culturale e là dove metà dei cittadini si dichiarano schifati dalla politica. La nostra prima sfida è quella di contribuire a ribaltare il trend dell’astensionismo. Una società in cui la maggior parte dei cittadini non vota è una società che esclude; una società che esclude non è una comunità; e il nostro Paese ha bisogno di ridiventarlo.
Occorrono poi grandi proposte collettive, grandi battaglie culturali radicali sui temi cruciali che fanno parte del nostro DNA e che i cittadini hanno atteso inutilmente da noi negli ultimi anni. Lavoriamo su proposte concrete, di governo e non di testimonianza: investimenti sul lavoro, giustizia sociale, difesa dell’ambiente. Proponiamole ai nostri possibili compagni di viaggio senza preclusioni di sorta: con le persone che militano in SI, in Possibile, con i cittadini che riconoscono a Pisapia un ruolo di leadership e con chi, anche all’interno del Pd, ha un’idea di società diversa da quella di Renzi. Chi ci sta ci sta! Evitiamo come la peste ogni presunzione di superiorità verso chiunque e non rispolveriamo vecchie nostalgiche di esperienze passate che hanno fatto il loro tempo.

Walter Ottria
capogruppo Art.1 – Mdp in Regione Piemonte

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Bando 2017

Bando 2017 – Piano Verde: un aiuto per le PMI

È stato pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione Piemonte n. 25, del 22 giugno 2017, il nuovo bando 2017 relativo alla concessione di contributi a favore di cooperative agricole e altre forme associate composte da almeno cinque imprenditori agricoli.

CHI PUÓ RICHIEDERE L’AIUTO. Possono beneficiare dell’aiuto le piccole e medie imprese (PMI) aventi sede operativa in Regione Piemonte, che siano condotte da cooperative agricole o da altre forme associate composte da almeno cinque imprenditori agricoli in possesso dei requisiti di cui l’articolo 1 commi 1 e 3 del D.Lgs. n. 99/2004, ed iscritte al Registro delle Imprese e che abbiano costituito il fascicolo aziendale, purché non rientranti nella categoria delle imprese in difficoltà.

SCOPO DEL BANDO. Lo scopo del bando è quello di concedere un prestito di conduzione, della durata massima di un anno, col fine di anticipare i capitali necessari per far fronte ai costi sostenuti nei cicli produttivi aziendali, in attesa dei conseguenti ricavi.

MODALITÀ DI PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE. La domanda deve presentarsi attraverso l’utilizzo dei servizi online integrati nel sistema informativo agricolo piemontese (SIAP). La scansione della copia della domanda stampata dalla procedura, sottoscritta dal legale rappresentante, dovrà essere trasmessa tramite PEC al Settore Strutture delle Imprese Agricole ed Agroindustriali ed Energia Rinnovabile della Direzione Agricoltura entro sette giorni lavorativi dall’inoltro telematico (sistemagroindustriale@cert.regione.piemonte.it), insieme alla documentazione elencata all’interno del bando.

LA SCADENZA. Termine ultimo per la presentazione della domanda è previsto per la data il 31 dicembre 2017.

Scarica qui il bando ed i modelli necessari.

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Oltregiogo

L’assessore Parigi riceve l’Oltregiogo per l’Unesco

Nel pomeriggio del 7 giugno scorso, l’Assessore regionale alla cultura, Antonella Parigi ha incontrato alcuni esponenti dell’Associazione Oltregiogo, il comune di Novi Ligure e quello di Basaluzzo per presentare “Tracce Liguri – Oltregiogo e Oltremare”, il progetto che ha l’obiettivo di lanciare la proprio candidatura Unesco per la valorizzazione delle tracce liguri nel patrimonio dell’Umanità, per la valorizzazione a rete delle risorse culturali urbane e territoriali e dell’internazionalità della cultura ligure.

«Ho cercato ed ottenuto che avvenisse questo incontro perché seguo il percorso di questa associazione da circa due anni, attraverso le iniziative ed i convegni internazionali che l’Associazione Oltregiogo ha organizzato; ritengo che possa essere una formidabile possibilità per puntare lo sguardo su un territorio, quello dell’appennino piemontese, che ha alte potenzialità.

È inutile negare la difficoltà dell’impresa, ottenere il riconoscimento Unesco sarà difficile; è un lavoro laborioso che dovrà trovare l’interesse del Ministero e della stessa Organizzazione mondiale me è pur vero che si parte da una base davvero buona: le ricerche accademiche effettuate negli anni e gli eventi organizzati – lo ha sostenuto anche l’Assessore Parigi – sono un punto di partenza importante. L’oggetto del riconoscimento immateriale è solido, le tracce liguri sono riconoscibili in larga parte dell’Europa e arrivano fino al Brasile, ma è evidente che gran parte delle possibilità di raggiungere il riconoscimento passerà per la creazione di un dossier inattaccabile. Ed è su questo che l’Assessore Parigi si è concentrata, mettendo a disposizione fin da subito un funzionario che seguirà dal punto di vista tecnico la pratica in questa fase preliminare».

Ritengo davvero importante lodare Dino Angelini, una persona che ha a cuore questa idea e che ha capito che qualsiasi obiettivo, specie se ambizioso come questo, si raggiunge facendo squadra; ha pertanto coinvolto 34 Comuni, alcuni sponsor davvero importanti: Elah Dufur Spa, McArthurGlen Serravalle Designer Outlet, Consorzio Tutela del Gavi, Amaretti Cavo e Villa Sparina e varie associazioni ed Enti nazionali ed internazionali.
Questo ritengo sia il modello giusto. Condividere al massimo l’obiettivo, allargare alla partecipazione di tante realtà diverse portatrici di un contributo originale e decisivo, e costruire una rete mista di Enti pubblici e partner privati che avranno la possibilità di beneficiare dell’eventuale successo dell’iniziativa. Se l’unità d’intenti rimarrà immutato lungo tutte le tappe del percorso, questo territorio potrà togliersi delle soddisfazioni».

Servirà lavoro di squadra e determinazione.
Sarà necessario remare tutti dalla stessa parte.
Occorreranno poche parole e molto lavoro.
Ma il primo passo l’abbiamo compiuto!

Walter Ottria

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